Da un paio di settimane Hewlett Packard ha inaugurato un nuovo blog, in inglese come tutti gli altri, dedicato al settore della stampa. Inkjet Printing Blog si aggiunge ai già esistenti Enterprise e LaserJet e si propone come un luogo dove lasciare la parola ai propri esperti di stampa a getto d’inchiostro su tutti i temi che la riguardano. Dateci un occhiata, magari partendo dal simpatico post di introduzione.
L’inkjet è un sistema di stampa a basso costo leader nel segmento delle stampanti per la casa e i piccoli uffici. La testina di stampa si muove orizzontalmente sulla carta portando con sè la cartuccia (o le cartucce) mentre l’inchiostro viene spruzzato da ugelli minuscoli. Ogni ugello contiene una goccia d’inchiostro che viene riscaldata elettricamente fino a un punto definito di ebollizione che la fa scoppiare. Al momento dello scoppio l’inchiostro fuoriesce da un foro posto anteriormente atterrando sulla carta. Successivamente l’ugello viene raffreddato e grazie al vuoto creato da dalla goccia in uscita ne viene risucchia un’altra dal serbatoio d’inchiostro. La velocità di stampa di una stampante è quindi influenzata dalla velocità di questo processo.
C’è una nuova arma a favore dei produttori di stampanti nella loro eterna lotta con i produttori di cartucce compatibili. L’azienda americana Cryptography Research sta approntando un microchip in grado di offuscare con un alto grado di complessità le funzionalità dei chip posti sulle cartucce inkjet in modo da rendere molto difficile il lavoro di clonazione degli stessi per poi produrre le cartucce compatibili. CryptoFirewall, questo il nome del chip, utilizza codici generati casualmente per ogni singola cartuccia ed è pensato per sfruttare procedimenti industriali già adottati dai produttori, rendendolo molto appetibile ai loro occhi per la sua economicità. Sappiamo tutti però che spesso ad un’altisonante comparsa di una nuova tecnologia di protezione definita impenetrabile è seguito pochi mesi dopo il contro annuncio dell’avvenuta elusione del sistema. I produttori di cartucce originali, pur difendendo i loro interessi, devono valutare attentamente le possibili ripercussioni che comporterebbe l’adottare una tecnologia simile. Non è impensabile infatti ipotizzare un effetto boomerang che porterebbe al crollo degli acquisti delle stampanti di quel produttore che impedisce l’acquisto di cartucce non originali a favore di quelle che permettono l’acquisto di cartucce più economiche. Non ci resta che aspettare i primi mesi del 2008 ed osservare l’evolversi della faccenda.
Le cartucce inkjet o a getto d’inchiostro sono composte da pochissimi componenti fondamentali e si dividono principalmente in due categorie: quelle composte dal solo serbatoio dell’inchiostro e quelle che incorporano anche la testina di stampa, quest’ultime presentano un chip ben visibile sulla cartuccia. Per comprendere facilmente la differenza, esempi delle due tipologie sono rispettivamente le cartucce inkjet Epson e quelle HP. Le cartucce con il solo serbatoio presentano quindi un vantaggio economico dato dalla non sostituzione della testina, la quale però potrebbe offrire nel tempo una resa inferiore rispetto a quelle sempre nuove delle cartucce che la incorporano.
Con l’alta diffusione dei router wireless, anche i produttori di stampanti si adeguano e offrono ai consumatori nuove stampanti con funzioni senza fili integrate. Grazie a questa tecnologia è possibile connettere la stampante come un qualsiasi dispositivo di rete al proprio router o access point wireless, sfruttandone appieno le potenzialità. In pratica tutti i computer fissi e portatili collegati in rete potranno stampare sulla stampante via wireless, semplificando molto le operazioni d’uso ma lasciando immutata l’efficienza.
Lexmark nel campo delle stampanti a getto d’inchiostro senza fili offre diverse soluzioni:
Seguendo i link segnalati sarà possibile vedere anche delle presentazioni animate dei prodotti.